Ci sono Amicizie senza Spazio e senza Tempo. 

Legami che tengono da Sempre: a partire dalla nascita – o giù di lì – e nonostante le diversità caratteriali, nonostante gli intrecci con vite altrui, nonostante i cambi di direzione, di lavoro e di residenza, nonostante gli stop, le “cadute”, i fallimenti. 

Nonostante il “male di vivere” che si impossessa di chi si scontra con l’Amarezza, la Sofferenza e il Disincanto. 

Perché quel “male di vivere” lo si attraversa “Insieme” e soltanto così, pian piano, con lo scorrere del tempo, si torna a sorridere, a gioire, a condividere, a vivere.

Ecco, Lei è questo per Me.

Una che c’è sempre stata: da quando, bambine, portavamo la treccia, vestivamo alla marinara, frequentavamo la stessa scuola di danza classica e giravamo l’Italia con i nostri amati genitori. 

E poi da adolescenti, quando nella stessa classe del liceo, studiavamo latino e greco, riempivamo i diari di frasi romantiche e pativamo un insano timore reverenziale nei confronti del nostro professore di matematica; nel contempo, frequentavamo l’azione cattolica, seguivamo i nostri genitori più empatici nel loro percorso politico di democristiani appassionati e fiorivamo come Donne.

Cioè… fioriva lei. 

Io ci ho messo un po’.

“Franceschina” ha un suo perché!

Ad ogni modo, c’ero anche io per lei.

C’ero quando ha incrociato quello che e’ diventato poi suo marito sul suo percorso di Vita: quando, quattordicenne, passeggiava con lui lungo Via delle Rose, timida e insicura, preoccupata soltanto di non incrociare il percorso e lo sguardo dei suoi genitori, in particolare del papà.

C’ero quando entrambe ci siamo laureate in Giurisprudenza, ognuna secondo la propria tabella di marcia e i suoi obiettivi.

C’ero quando abbiamo cominciato a muovere i primi passi nel mondo del lavoro e condividevamo l’appartamento di Via Martucci a Napoli, riuscendo ad incrociarci soltanto pochi minuti al giorno perché quel mondo ci aveva letteralmente travolto.

C’ero quando dal palco del San Carlo applaudivamo le stelle del Bolshoi che danzavano il Lago dei Cigni. 

C’ero, venticinque anni fa, quando, sotto un diluvio universale, violento ed impetuoso come solo i temporali estivi sanno essere, Lei arrivo’ trafelata in chiesa e, con portamento regale ed elegante, percorse il lunghissimo corridoio anulare della basilica di San Michele e si affido’ a suo marito.

C’ero quando, uno dopo l’altro, sono nati i nostri cinque Figli, e poi durante la loro crescita, in un tripudio di gioie, preoccupazioni, ansie e soddisfazioni. 

C’ero quando, durante questi venticinque anni, siamo cresciute Noi, come Madri e come Donne, ed abbiamo raggiunto traguardi umani e professionali, scalando vertiginose vette emotive e sprofondando talvolta nelle impervie paludi del dolore, del fallimento e della umiliazione.

Ci sono oggi, che lei raggiunge un traguardo importante, venticinque anni di matrimonio con il suo “Grande Amore”, roccia e spalla della sua esistenza, bello quasi quanto lei ma più pacato, più discreto, più rilassato (più “zen”, diremmo oggi!).

Insieme, loro due, hanno costruito qualcosa di talmente raro da apparire rivoluzionario: un’unione che non si e’ lasciata scalfire dal tempo, dalle difficoltà, dalla noia e dalle distrazioni. 

In un mondo in cui sempre piu’ spesso le Famiglie si sfaldano, in cui le promesse pesano meno e i legami si consumano in fretta, Loro costituiscono un baluardo di coraggio, impegno, tenacia e abnegazione. 

Sono felice: per lei, per loro, per i loro meravigliosi ragazzi, che hanno avuto il privilegio di crescere in un ambiente familiare sano, in cui i problemi che appartengono ad ogni comunità familiare si affrontano ed insieme si vincono.

Per una come me, che in ambito familiare ha ineluttabilmente “perso” e che, per questo, ha smesso di credere nel “Per Sempre” dei Sentimenti, coppie come la loro costituiscono l’eccezione alla regola: la conferma che l’Amore Autentico resiste al tempo, alle difficoltà e alle trasformazioni della vita …  e che i Sentimenti non soltanto esistono ma sanno anche durare quando il Rispetto e la Cura con cui vengono alimentati ne garantiscono la crescita sana e naturale.

Una conferma importante, direi … che riabilita ai miei occhi – ed a quelli di quanti, come me, non credono più nella forza dei Sentimenti – ciò che di più prezioso ci è stato donato per procedere lungo il sentiero della Vita senza paura di finire in una scarpata: la SPERANZA!